L’ Unione Internazionale delle Guide e Scouts d‘Europa -
Federazione dello Scoutismo Europeo prende vita nel
corso di un incontro fra giovani capi scouts tedeschi e
francesi, il 1 novembre 1956 a Colonia, in Germania. A
seguito di questa riunione, viene costituita
un’associazione internazionale scout, secondo lo spirito
di alcuni dei fondatori dello scautismo cattolico, quali
il P. Jacques Sevin, S.J., il Prof. Jean Corbisier e il
Conte Mario di Carpegna, che per primi si sono dedicati
ad introdurre il programma educativo dello scautismo
negli ambienti cattolici all’inizio del XX secolo. La
coppia francese Perig e Lizig Géraud-Keraod merita una
menzione particolare in quanto, come responsabili
dell’Unione nel corso di lunghi anni, ha contribuito ad
un suo grande sviluppo.
Da quasi cinquant’anni, l’Unione sviluppa un programma
pedagogico specifico e concepisce lo scautismo come
mezzo di apostolato nella Chiesa per la formazione umana
e cristiana dei giovani, nel quadro della vocazione
universale alla santità alla quale tutti i cristiani
sono chiamati (cf. Costituzione dogmatica sulla Chiesa
Lumen gentium, 40). Come si può leggere nello Statuto
Federale, “L’Unione vuole riunire in una medesima
comunità di fede, di preghiera e di azione le diverse
associazioni nazionali di Guide e Scouts d’Europa, il
cui scopo fondamentale è di formare i giovani attraverso
lo scautismo tradizionale di Baden Powell sulle basi
cristiane che sono i fondamenti della nostra comune
civiltà europea.” (Statuto Federale, 1.2.1.).
Lo scautismo vissuto nell’Unione è basato su tre punti
fondamentali: la Promessa, la Legge e i Principi Scouts
o Guida (cf. Statuto Federale, 1.3.), vissuti secondo le
esigenze manifestate da Cristo nel Discorso della
Montagna, che inizia con le otto Beatitudini (cf. Mt 5,
3-10) simboleggiate dalle otto punte della Croce di
Malta, emblema ufficiale di tutte le associazioni
facenti parte dell’Unione.
L’Unione considera come propria Carta le parole rivolte
da Sua Santità Giovanni Paolo II, nel corso dell’Udienza
Generale del 3 agosto 1994 nella Basilica Vaticana, alle
Guide e Scouts d’Europa che, provenienti da quindici
nazioni, erano riuniti per il loro secondo Eurojam (cf
Insegnamenti di Giovanni Paolo II, 17/2 [1994], pp.
104-106). Questo discorso segna una tappa fondamentale
nella vita dell’Unione e costituisce la fonte delle sue
linee di azione.
L’Unione accoglie, come “associate”, associazioni
appartenenti ad altre Chiese e Comunità Ecclesiali, nel
rispetto dei principi della Chiesa Cattolica
sull’ecumenismo e delle disposizioni contenute nel
Direttorio Religioso dell’Unione.
Il Concilio Ecumenico Vaticano II e il magistero
post-conciliare hanno posto un’attenzione tutta
particolare alle forme associative di partecipazione
alla vita della Chiesa, manifestando una profonda stima
e una grande considerazione verso di loro (cf. Decreto
sull’Apostolato dei laici Apostolicam actuositatem, 18,
19 e 21; Giovanni Paolo II, Esortazione apostolica
post-sinodale Christifideles laici, 29).
In questa medesima linea, alle soglie del terzo
millennio, il Papa Giovanni Paolo II, scrive che “grande
importanza per la comunione riveste il dovere di
promuovere le varie realtà aggregative, che sia nelle
forme più tradizionali, sia in quelle più nuove dei
movimenti ecclesiali, continuano a dare alla Chiesa una
vivacità che è dono di Dio e costituisce un'autentica
"primavera dello Spirito"”. (Lettera apostolica Novo
Millennio ineunte, 46).
Di conseguenza:
Rispondendo alla domanda presentata al Consiglio
Pontificale per i Laici dal signor Attilio Grieco,
Presidente Federale della Unione Internazionale delle
Guide e Scouts d‘Europa - Federazione dello Scoutismo
Europeo, che sollecitava il riconoscimento canonico
internazionale di questa federazione e anche
l’approvazione del suo Statuto;
In seguito a numerose consultazioni e ad uno studio
approfondito del testo statutario;
Considerando il parere favorevole dei Vescovi di
numerose nazioni d’Europa, che auspicavano il
riconoscimento pontificio dell’Unione;
Tenendo conto della volontà del1’Unione di mantenere
rapporti di collaborazione fraterna con le Organizzazioni
Internazionali Cattoliche appartenenti al movimento
scout e riconosciute dalla Santa Sede;
Visti gli articoli 131-134 della Costituzione Apostolica
Pastor Bonus, sulla Curia Romana, e il canone 312, § 1,
1° del Codice di Diritto Canonico, il Pontificio
Consiglio per i Laici decreta:
1. Il riconoscimento della Unione Internazionale delle
Guide e Scouts d‘Europa - Federazione dello Scoutismo
Europeo come associazione privata internazionale di
fedeli di diritto pontificio, dotata di personalità
giuridica, conformemente ai canoni 298-311 e 321-329 del
Codice di Diritto Canonico.
2. L’approvazione dei suoi Statuti, debitamente
autenticati e di cui un esemplare è depositato negli
archivi del Dicastero, per un periodo ad experimentum di
cinque anni.
Dato in Vaticano, il ventisei agosto duemilatre, nella
festa della Beata Vergine di Jasna Góra.